DIFESA PENALE DEI DIRIGENTI E DEI SOGGETTI APICALI
Nelle indagini che coinvolgono l’attività d’impresa, l’accertamento della responsabilità penale non si arresta alla figura dell’imprenditore o dell’amministratore. L’attenzione degli inquirenti può estendersi ai dirigenti, ai responsabili di funzione, ai direttori di area e a tutti i soggetti che, in forza delle mansioni esercitate, partecipano ai processi decisionali o sovrintendono a specifici settori dell’organizzazione aziendale.
In tali contesti assume rilievo non soltanto la posizione formalmente rivestita, ma soprattutto il ruolo concretamente esercitato all’interno della struttura organizzativa.
L’indagine tende infatti a ricostruire le effettive competenze attribuite al soggetto, i poteri esercitati e il livello di autonomia decisionale di cui disponeva al momento dei fatti.
L’ACCERTAMENTO DELLE FUNZIONI CONCRETAMENTE ESERCITATE
Nell’ambito del diritto penale dell’impresa, l’attribuzione della responsabilità richiede la verifica delle funzioni concretamente svolte dal soggetto coinvolto.
La qualifica di dirigente non è di per sé sufficiente a fondare un addebito penale.
Occorre verificare:
– i compiti effettivamente svolti;
– i poteri di organizzazione e coordinamento attribuiti;
– l’autonomia decisionale concretamente esercitata;
– la disponibilità di strumenti di intervento;
– il livello di conoscenza dei fatti oggetto di contestazione.
La ricostruzione dell’assetto organizzativo dell’impresa costituisce spesso uno degli aspetti centrali dell’attività difensiva.
DELEGHE, ATTRIBUZIONI E RIPARTIZIONE DELLE RESPONSABILITA’
Le indagini che coinvolgono i soggetti apicali richiedono un’attenta analisi del sistema delle deleghe e della distribuzione interna delle competenze.
L’accertamento della responsabilità penale non può prescindere dalla verifica:
– dell’esistenza di deleghe formalizzate;
– del loro effettivo contenuto;
– dell’estensione dei poteri attribuiti;
– dell’effettività delle funzioni esercitate;
– dei rapporti gerarchici esistenti all’interno dell’organizzazione.
La posizione del dirigente deve essere esaminata tenendo conto dell’intera struttura aziendale e delle concrete modalità di funzionamento dell’impresa.
POSIZIONE DI GARANZIA E DOVERE DI INTERVENTO
In numerosi procedimenti assume rilevanza la verifica dell’esistenza di obblighi giuridici di controllo, vigilanza o intervento gravanti sul soggetto indagato.
L’indagine tende a stabilire:
– se il dirigente fosse titolare di specifici doveri impeditivi;
– se disponesse dei poteri necessari per intervenire;
– se avesse una concreta possibilità di incidere sull’evento contestato;
– se la condotta addebitata rientrasse nelle attribuzioni di propria competenza.
L’esatta individuazione della posizione di garanzia rappresenta frequentemente uno dei principali temi del confronto processuale.
RAPPORTI TRA LA RESPONSABILITA’ DEGLI APICALI E QUELLA DEGLI ORGANI SOCIETARI
La posizione del dirigente si colloca frequentemente in una zona intermedia tra l’attività operativa e le funzioni di indirizzo attribuite agli organi amministrativi.
L’analisi della responsabilità richiede quindi di distinguere tra decisioni riconducibili alle funzioni gestionali proprie del dirigente e decisioni che appartengono alla sfera di competenza dell’organo amministrativo.
L’individuazione del soggetto tenuto ad assumere determinate iniziative, ad adottare specifiche misure o ad esercitare particolari controlli costituisce spesso uno degli aspetti maggiormente controversi nel procedimento penale.
Assume rilievo, sotto tale profilo, l’analisi dei rapporti tra organi amministrativi, dirigenti, responsabili di funzione e strutture di controllo interne, al fine di individuare i confini delle rispettive attribuzioni e verificare se il soggetto coinvolto disponesse di poteri effettivi di iniziativa e di intervento.
In tale prospettiva, l’indagine difensiva non è rivolta esclusivamente all’accertamento di ciò che il dirigente avrebbe dovuto fare, bensì anche alla verifica di ciò che, in ragione delle attribuzioni ricevute, dei poteri concretamente esercitabili e delle informazioni effettivamente disponibili, egli fosse giuridicamente e materialmente in condizione di fare.
DIFESA NEI PROCEDIMENTI PENALI CHE COINVOLGONO DIRIGENTI E SOGGETTI APICALI
La difesa del dirigente richiede una valutazione congiunta degli aspetti penalistici e dell’organizzazione aziendale all’interno della quale i fatti si sono verificati.
L’attività difensiva è orientata alla ricostruzione del ruolo concretamente svolto dal soggetto, all’analisi dei poteri attribuiti, delle deleghe conferite e delle responsabilità effettivamente assunte nell’ambito dell’impresa, al fine di verificare la fondatezza delle contestazioni formulate dall’autorità giudiziaria.